È attivo il CLARIN Knowledge Centre for Oral Archives in Italy presso l’Università di Siena

Mercoledì, 25 Giugno 2025

 

Il 10 giugno 2025 è stato ufficialmente approvato il nuovo CLARIN Knowledge Centre for Oral Archives in Italy (K-OAr), insediato presso il Dipartimento di Filologia e Critica delle Letterature Antiche e Moderne (DFCLAM) dell’Università di Siena, nel campus universitario di Arezzo. I cosiddetti Knowledge Centres sono strutture accreditate all’interno dell’infrastruttura europea CLARIN: essi forniscono supporto specialistico e consulenza qualificata su risorse linguistiche e strumenti digitali per la ricerca nelle scienze umane e sociali.

 

Il centro aretino – che riunisce studiosi e studiose di vari atenei italiani, nonché funzionari del Ministero della Cultura – si propone di offrire consulenze specifiche sulla conservazione a lungo termine, la descrizione, lo studio, l’uso e il riuso degli archivi orali, mettendo a disposizione competenze interdisciplinari nei campi della linguistica, della documentazione orale, dell’elaborazione del parlato, dell’archivistica e del diritto. Il servizio si rivolge a ricercatori, archivisti, istituzioni culturali e comunità locali che operano con documenti sonori quali ad esempio interviste dialettologiche ed etnografiche e altri materiali orali legati al patrimonio culturale immateriale (si pensi alla ottava rima). L’istituzione del Centro rappresenta anche uno degli obiettivi strategici del progetto PRIN-PNRR “STOA – Space and Time in Oral Archives”, al quale l’Università di Siena partecipa in collaborazione con l’Università di Urbino Carlo Bo (https://sites.google.com/unisi.it/stoaproject/home).

 

La creazione del Centro rappresenta infine la naturale evoluzione dell’impegno del DFCLAM nel recupero, nella valorizzazione e nel riuso degli archivi orali a fini di ricerca e di disseminazione. Tale impegno si è concretizzato nel corso degli ultimi 15 anni attraverso una partecipazione attiva al Tavolo permanente per le fonti orali (Silvia Calamai è tra i coordinatori del Vademecum per le fonti orali), al consorzio di CLARIN-IT, e mediante progetti regionali, nazionali ed internazionali come Grammo-foni. Le soffitte della voce (con la Scuola Normale Superiore di Pisa), Archivio Vi.Vo (con ILC-CNR e Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana), Voices from Ravensbrück (finanziato dall’infrastruttura CLARIN), ROADS - Roads to Oral Archives Development and Sustainability (https://csc.dei.unipd.it/roads-project/project.html, PRIN2022). Anche il seminario residenziale Li chiamavano matti che ogni anno si tiene nell’ambito del Festival della Salute Mentale e la fondazione della rivista scientifica ad accesso aperto Oral Archives Journal (https://riviste.fupress.net/index.php/oarj/index) – di cui è in preparazione il secondo numero – sono tasselli importanti di questa attività di ricerca.

 

Il riconoscimento da parte di CLARIN consolida questo lungo percorso con l’ingresso ufficiale nella rete europea dei CLARIN Knowledge Centres.

 

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E-mail: k-oar@unisi.it