Agri e chorai nel Bruzio greco-romano

  • Tra l'Halex e l'Herakleion akroterion: la zona confinaria tra le chorai di Rhegion e Lokroi Epizephyrioi da età paleolitica ad epoca bizantina
  • A sud dello Zephyrion akroterion: il comprensorio dell'antica Locride tra Capo Bruzzano e Capo Spartivento)

Due corsi d'acqua dell'antica Magna Grecia, il Metauros e l'Halex, hanno costituito per i Greci di Rhegion, in età anzitutto arcaica e classica, il limite settentrionale della loro chora. Le vicende ed i processi che hanno interessato le due corrispettive zone confinarie risultano, grazie ai più recenti studi, sempre meno misconosciuti e si cominciano ad intravedere meglio, insieme agli assetti ed alle trasformazioni subite nel tempo da queste aree, le novità che vi si susseguirono nel passaggio da età protostorica ad epoca coloniale greca, nonché con l'avvento del successivo periodo alto-ellenistico (prodotte nella fattispecie dalle genti italiche stanziatesi all'epoca nel Bruzio meridionale) e quindi dopo la guerra annibalica con il definitivo stabilimento del dominio dell'Urbe sulle terre dei Brettii e degli Italioti
(dalla quarta di copertina di "Ricerche storico-topografiche sulle aree confinarie dell'antica chora di Rhegion", Pisa 2004).

 

Consolidare il possesso di un'area confinaria poteva anche significare, da parte di una polis coloniale, provvedere a porre fine ad un recente episodio di colonizzazione poleica da parte di altri Greci, condotto magari immediatamente al di là di un fiume liminare. Questo sembra il caso  (analizzato nella prima parte del libro) della presto abortita (ri)fondazione locrese del preesistente centro di Metauros a N dell'omonimo fiume lungo il Tirreno, osteggiata (probabilmente con successo) dai confinanti Greci di Rhegion. Per quanto invece riguarda la zona frontaliera ionica tra Reggino e Locride, nuovi specifici approfondimenti gettano ulteriore luce su singoli insediamenti che, in maniera abbastanza puntuale, documentano la 'militarizzazione' di età arcaico-classica della fascia liminare da parte greca, lo strutturarsi in epoca alto-ellenistica di un vero e proprio oppidum italico e l'articolarsi in età romana di un sistema di approdi e centri di lavorazione, immagazzinamento e smercio dei prodotti locali finalizzato all'esportazione, fortemente poi ridimensionato dall'avvento e dal consolidamento del dominio bizantino
(dalla quarta di copertina di "Nuove ricerche storico-topografiche sulle aree confinarie dell'antica chora di Rhegion", Pisa 2006).

E’ tempo di bilanci dopo 15 anni di ricerche topografico-archeologiche in Magna Grecia tra il fiume che segnava in età antica il confine tra il Reggino e la Locride e l’area dove era sorta la ‘prima Locri’. Il paesaggio insediativo tra Capo Bruzzano e Palizzi mutò tra l’età protostorica, ricca di piccoli abitati siculi in contatto forse già con il mondo miceneo, e l’età alto-arcaica, epoca quest’ultima in cui i Greci fondarono Rhegion e Lokroi Epizephyrioi e giunsero poco dopo a fissare come limite tra i loro territori l’odierna fiumara di Palizzi, ‘fortificata’ su entrambi i versanti dalle due litigiose comunità elleniche. Mentre la città-stato sullo Stretto, a differenza dei vicini Locresi, strutturò la propria ‘chora’ realizzandovi alcuni strategici abitati greci minori, le perioikides note a Strabone e ormai documentate archeologicamente fino al confine con la Locride, in epoca successiva l’arrivo dei Brettii, agli inizi dell’età ellenistica, portò in zona alla nascita, a danno dei Locresi, di un piccolo autonomo stato indipendente incentrato sull’oppidum di Serro Mandi sopra Spropoli, la cui fine ebbe luogo solo a seguito dell’imposizione del dominio romano in Aspromonte.
L’età imperiale romana sarebbe poi stata segnata dal pieno sfruttamento della vocazione vitivinicola dell’area, particolarmente in epoca tardo-antica quando i vini prodotti in zona erano prevalentemente destinati all’esportazione, prima che le conseguenze della guerra Greco-Gotica ponessero fine alla rete di insediamenti costieri e portassero all’arretramento degli stessi e della relativa principale viabilità nell’interno; e anzitutto nella ‘mesogaia’ sarebbe sorto un sistema di siti fortificati bizantini dal IX secolo d.C. per  contrastare le incursioni portate via mare dagli Arabi di Sicilia
(dalla quarta di copertina di "Tra Rhegion e Lokroi Epizephyrioi. Un quindicennio di ricerche topografico-archeologiche tra Palizzi e Capo Bruzzano", Pisa 2014).

  • G. Cordiano - S. Accardo - C. Isola - P. Gilento, L'Herakleion akroterion in età romana: la 'romanizzazione' del comprensorio magno-greco dell'odierna fiumara di capo Spartivento, in AAVV., Antidoron. Studi in onore di B. Scardigli Forster, Pisa 2007, pp. 121-142
  • G. Cordiano - C. Isola - E. Insolera, Lo Zephyrion akroterion e la parte meridionale della più antica chora di Lokroi Epizephyrioi, in AA.VV., Dialéctica historica y compromiso social,  Homenaje a Domingo Plácido, Zaragoza 2010, pp. 497-518.
  • G. Cordiano-S. Accardo-E. Insolera-S. Russo-P. Calvo, Analisi preliminare del comprensorio tra Capo Bruzzano e Capo Spartivento (RC), in "SCO" LIV 2008 <2010>, pp. 69-114.
  • E. Insolera, Perioikides nella chora di Rhegion, in Città e territorio. Atti IV Incontro Internaz. Storia Antica (Genova febbr. 2009), Roma 2010, pp. 237-247
  • G. Cordiano, Siculi, Greci e Brettii in Aspromonte tra età arcaica ed ellenistica. Insediamenti costieri e non in Magna Grecia tra Rhegion, Lokroi Epizephyrioi e Metauros, in Actes XXXIV rencontre internationale d'archéologie et histoire d' Antibes (15-17 octobre 2013), Antibes 2014,
  • pp. 267-284
  • E. Insolera, Perioikides: villaggi greci lungo la costa della Magna Grecia nell'antica 'chora' di Rhegion, in Actes XXXIV rencontre internationale d'archéologie et histoire d' Antibes (15-17 octobre 2013), Antibes 2014, pp. 285-293

I presidi militari di Monte Rotonda (B) e Monte Grappidà (A) rispetto all’antico fiume confinario Alece (che scorreva a E del vallone Fondo –C- e del colle S. Onofrio -D-)
(da “Nuove Ricerche…..”, Tav2a)

Ricostruzione 3D della zona dell'oppidum brettio-italico (metà IV-fine III a.C.) di Serro Mandi lungo la fiumara di Spropoli (da “Nuove Ricerche …”, Tav. 5)
linea continua: circuito murario (con, ispessiti, i tratti murari conservati con cortine in opera poligonale);a tratteggio: resti di strade antiche e tracce di possibile viabilità;
frecce: accessi all’abitato ;  quadrato: approdo; tondo: tombe 

Tratto in sezione della via silice strata Regio-Tarentum presso Capo Spartivento (da “Ricerche ….” Tav. 9)

Grotta-romitorio del complesso religioso-rupestre bizantino di loc. Apita (da “Nuove Ricerche …..”, Tav. 7a)