
La traduzione letteraria dal cinese all’italiano implica un attraversamento profondo, che non è soltanto linguistico, ma anche culturale ed estetico. A partire dalle riflessioni raccolte nel volume Il carattere e la lettera, l'intervento si propone di esplorare la distanza strutturale e simbolica tra la lingua cinese e la lingua italiana, mettendo in luce le sfide e le possibilità che emergono nel processo traduttivo. Attraverso esempi tratti dalla narrativa moderna e contemporanea, si analizzeranno alcune questioni nodali: la relazione tra scrittura e oralità, il ruolo dell’implicito, la gestione dell’ambiguità semantica e la resa del ritmo e della voce narrativa. Particolare attenzione sarà dedicata al passaggio dal carattere – unità grafico-semantica densa e stratificata – alla parola italiana, lineare e discorsiva. L’obiettivo è mostrare come la traduzione non sia un semplice trasferimento di contenuti, ma un atto di riscrittura creativa, in cui il testo di partenza viene sottoposto a una trasformazione che lo rende nuovamente vivo in un altro sistema linguistico e letterario. In questo senso, il traduttore si configura come mediatore e autore, chiamato a ricreare un equilibrio tra fedeltà e reinvenzione.