Area Antica

Grecia e Roma vivono dentro di noi e vivono di fronte a noi. I testi, i monumenti e le immagini del mondo antico sono in qualche modo "nostre", perché da sempre fanno parte della nostra tradizione e costituiscono l'ossatura della enciclopedia culturale che condividiamo. Dunque vivono dentro di noi. Ma stanno anche di fronte a noi, perché queste Grecia e Roma ci presentano contemporaneamente il volto della loro profonda "alterità" rispetto al presente: spalancando ai nostri occhi un territorio in cui è possibile scoprire ad ogni passo che i Greci e i Romani erano anche molto diversi da "noi". Nella sua esplorazione del mondo antico, il Dipartimento di Studi Classici non pratica perciò, semplicemente, le regole del metodo storico e filologico, quelle necessarie a garantire la correttezza e l'autenticità di qualsiasi ricostruzione dell'antichità (regole che peraltro profondamente condividiamo), ma intende andare più avanti. La nostra ricerca segue infatti queste due linee principali: da un lato la riscoperta di ciò che la classicità ha prodotto nel seguito della vicenda culturale dell'occidente, ossia la sua fortuna, le sue reincarnazioni; dall'altro l'esplorazione di tutti quegli aspetti delle civiltà antiche in cui la cultura degli antichi si presenta decisamente altra rispetto alla nostra. E' questa la sintesi originale fra storia, filologia, tradizione della classicità e antropologia del mondo antico che ci siamo impegnati a realizzare.

I nostri ambiti di ricerca sono tre:

 

1) Antropologia del mondo antico

L'obiettivo formativo del percorso consiste nell'acquisire quella visione della cultura greca e romana oggi propria dei maggiori centri di ricerca, in Francia e negli Stati Uniti, con i quali il Centro AMA intrattiene da sempre rapporti di scambio. Questa visione, che rappresenta il superamento del tradizionale approccio filologico, storico-evenemenziale, critico letterario con il mondo antico, consente di mettere in luce quell'insieme di "patterns" che sono stati determinanti nella costruzione delle culture classiche: forme del mito, strutture di parentela, sistemi di atteggiamenti, rappresentazioni religiose, relazioni interspecifiche (il rapporto uomo / animale), traducibilità di lingue e culture, configurazioni di gender.

A questo scopo sono necessarie l'acquisizione di strumenti teorici aggiornati, l'approfondimento di alcune tematiche specifiche concernenti le culture e le società antiche, la pratica dell'interdisciplinarietà.

Particolare attenzione sarà rivolta alla visione comparativa del mondo antico (le forme culturali greche e romane confrontate con quelle di altri popoli e altre epoche), alla preminenza del punto di vista interno sulle culture studiate (l'interesse per il modo in cui gli antichi pensavano la loro cultura, evitando di proiettare su di loro le nostre categorie moderne), alla connessione tra fenomeni culturali normalmente tenuti distinti (religione e traducibilità fra le culture, rapporto uomo / animale e gender).

 

2) Storia antica

Il curriculum di storia antica si propone di far acquisire agli studenti una prospettiva critica che li renda consapevoli di quanto lo studio della storia greca e romana, oggi, non si limiti alla ricerca filologica sui testi, unita alla ricezione dei dati archeologici. Essere uno storico dell'antichità, nel XXI secolo, significa porsi nuove domande, assumendo nuove prospettive; e ciò non può che nascere da un forte rapporto con l'antropologia, in una visione della storia quanto più possibile comparativa. Questi gli obiettivi del percorso formativo di storia antica, in linea con la tradizione di studi senese, illustrata dal Centro di Antropologia e mondo antico, e in perfetta sintonia con gli indirizzi di ricerca più promettenti in campo internazionale, sviluppati soprattutto nel mondo anglosassone. Molti settori di studio si aprono evidentemente ad essere affrontati in una prospettiva antropologica: in particolare, in relazione anche alle specifiche ricerche attive a Siena, vorremmo citare la sfera dell'amministrazione della giustizia, l'economia, la guerra, la storiografia e la trasmissione della memoria.

 

3) Storia della tradizione classica

Da quando Aby Warburg e la sua scuola hanno impostato su nuove basi metodologiche il tema della permanenza dei classici greci e latini, l'interesse erudito per la “fortuna” dei testi antichi ha lasciato il campo a indagini di natura letteraria, antropologica e storico-culturale che si sono rivelate molto più fruttuose sia sul piano di risultati che su quello della riflessione teorica. L'obiettivo di questo percorso formativo è l'acquisizione, da parte dei giovani studiosi, di tale prospettiva critica: in particolare attraverso la conoscenza delle teorie della ricezione, dell'intertestualità e della “memoria culturale” che hanno caratterizzato questo filone di ricerca nelle sue manifestazioni più recenti.

Lo studio della tradizione testuale e letteraria verrà perciò introdotto contestualmente a quello della trasmissione culturale (M. Halbwachs, P. Burke, J. Assmann); mentre il rapporto fra i testi classici e le riprese successive verrà focalizzato non solo in quanto “derivazione di queste da quelli" – la tradizionale prospettiva erudita, allo stesso tempo indispensabile e insufficiente – ma in quanto creazione di uno spazio intertestuale dove i testi di partenza e i testi di arrivo (verbali o iconografici) dialogano tra loro.